E’ proprio questo l’aspetto che oggi vogliamo analizzare dopo l’esperienza trascorsa mercoledi 26 presso Castello Malvezzi alla 4° edizione di Pane Web e Salame: il cambiamento.

Tema principale di questa manifestazione era “Come Internet mi ha cambiato la vita”, volta a incoraggiare gli animi bresciani ad abbracciare questa nuova filosofia del fare. Sono intervenuti esperti del settore, professionisti, giovani imprenditori a dire “la loro”, a raccontare le loro storie e le loro idee.

Emozionante l’intervento di apertura di Riccardo Luna, che lancia questo appello al cambiamento, al fare qualcosa di nuovo, all’aggregazione di più teste e alle nuove proposte.

Ecco l’onda che vuole cavalcare la quarta edizione della manifestazione, fare aprire gli occhi di fronte alla possibilità di cambiamento e agli strumenti che la rete ci può fornire a portata di clic.

Di fronte a questo nuovo indirizzo, più improntato sullo storytelling e sull’aspetto emotivo di coinvolgimento, nasce spontanea la domanda se sia questa la formula giusta per poter comunicare il messaggio di Pane Web e Salame.

Obiettivamente non c’è nulla da dire sugli interventi e sulle storie degli ospiti, emozionanti e coinvolgenti, sono riusciti a colpire gli ascoltatori e a tenere tutti quanti incollati alla sedia interessati e divertiti.

Ma tra il fascino di un racconto e la risata di una battuta ci si chiede ugualmente come mai l’intera giornata non sia stata improntata su altri binari, ma strutturata come tutti gli anni precedenti.

Premesso che a noi Pane Web e Salame piace e ci è piaciuto, e che non siamo qui a cercare il pelo nell’uovo in cose ben riuscite, ci chiediamo perché, giunta ormai alla sua 4° edizione , l’evento non abbia fatto il salto di qualità, il botto tanto atteso e desiderato, ma al contrario abbia avuto un numero di iscritti inferiore rispetto al passato.

Forse non fa più novità? Forse ormai tutti già sanno? Perché non è riuscito a coinvolgere anche gente estranea al settore?

Rimane dunque ancora un po’ in sospeso quel grande progetto di cambiamento che ci aspettavamo, speranzosi di vederlo arrivare il prima possibile.

 

foto (23)     foto (25)

Ecco in seguito i commenti dello staff di Voxart che, condividendo il salame e abbuffandosi di web, ha partecipato ieri all’evento.

Paolo: Considero l’ambientazione in stile “spaziale” molto azzeccata perché più illuminante di una stella e’ stato l’intervento di Luna (Riccardo). Ha detto cose che mi faranno riflettere per un bel po’. Su tutti, due concetti. Primo: se vogliamo fare qualcosa, facciamolo senza aspettare aiuti da chicchessia. Secondo: cambiamo modo di vedere e consideriamo il ritardo dell’Italia nel Web, come un’opportunità da sfruttare.

Silvia: PWES ha chiesto se Internet salva la vita, la risposta più sincera è stata: “Internet non salva la vita. Internet non è altro che un mezzo per collegare le persone. Sono le persone che ti cambiano e salvano la vita”. Pane, web e salame è un appuntamento irrinunciabile per tutti i “curiosi” del mestiere che hanno voglia di confrontarsi e raccontarsi. Complimenti ragazzi! avanti così!

Francesca: “Ok, forse è tempo che riprenda in mano quel progetto accantonato tempo fa per mancanza di tempo e di coraggio”. Ecco cosa ha suscitato in me la giornata di ieri organizzata da Pane,Web e Salame.
Speaker d’eccezione come sempre degni del palcoscenico di questo evento, hanno stimolato la creatività dei partecipanti multi-generazionali. Si, perché è questo lo spirito. Non accontentarsi di quello che si è fatto, non pensare di essere arrivati al traguardo perché grazie alla collaborazione di un team ed alla condivisione di idee, nuovi ed interessanti progetti incontreranno la tua strada.
Crederci, Creare e soprattutto essere Curiosi. Ecco, a Pane Web e Salame ho incontrato tanti curiosi

Giulia: Condivisione è la parola che meglio interpreta PWES secondo il mio punto di vista.
Durante la mia prima partecipazione ho potuto avvertire una forte aurea di ottimismo e voglia di fare, questo è dovuto sopratutto alla realizzazione e alla convinzione che oggi si possono creare realtà da zero, senza l’aiuto di enti o organismi già esistenti, ma grazie alla passione e alla community resa sempre più grande ed efficiente da internet.
Il titolo della giornata era “come il web mi ha salvato la vita” e credo che il messaggio che gli organizzatori volessero dare era: “come possiamo salvare l’Italia“, attraverso i talk di ospiti provenienti da realtà molto diversi hanno ridato ossigeno alla parte ottimista che c’è in noi e rendendoci a nostra volta “evangelist” di questo movimento.

Michele: alla 4° edizione si crede di aver già visto tutto ma non è stato così. Certo, tra gli addetti ai lavori molte esperienze si conoscevano, ma è anche vero che il feeling che si instaura in maniera diretta con i protagonisti è altra cosa. Forse la formula ripetuta in giro per l’Italia e la stessa esperienza di Webdebs hanno mitigato l’affluenza quest’anno più contenuta. Ma poco importa; gli interventi sono stati piacevoli e costruttivi. E’ mancato però il coinvolgimento dei “non addetti ai lavori”: qualche imprenditore o professionista in più interessato alle esperienze social ( in tutti gli interventi si è parlato sostanzialmente di questo) non avrebbe fatto male all’evento. Quando ho chiesto della mancata partecipazione di alcuni conoscenti mi è stato risposto che preferivano restare in azienda a fare qualcosa di più “concreto”. Peccato perché credevo che le “teste pensanti” delle aziende, avessero da tempo capito l’importanza di internet e degli strumenti offerti per “parlare” al proprio pubblico, qualunque esso sia. Evidentemente non è così e questo d’altro canto significa che abbiamo ancora spazio per muoverci e cercare di coinvolgerli. Però se l’entusiasmo è il metro di paragone allora nulla è cambiato, nonostante la crisi i giovani credono ancora in quello che fanno e riescono ad essere motivanti per gli altri. Questi eventi risvegliano l’anima motrice del “fare” e questa è la cosa più importante.

 

foto (21)

Ribadiamo quindi  la positività del progetto, dando il giusto merito all’organizzazione e alla location azzeccata. Internet può realmente cambiare la vita, ma se dietro ci sono teste propense al cambiamento e all’innovazione. Citando il commento di Ubi De Feo di “Hello,Savants”: “Non è Internet che salva la vita, sono le persone che interagiscono. Internet è il mezzo giusto!”.