Cinema: l’onda anomala dei poster minimal

Il Cinema ed il teatro hanno sempre tentato l’immaginario collettivo di grafici ed artisti puntando sul valore emozionale generato dalla complessità di immagini e suoni delle produzioni. Niente di nuovo quindi ma questo articolo, ben lungi dall’essere esaustivo sull’argomento (esistono ovviamente numerose e corpose pubblicazioni in merito) intende solo sottolineare la contemporaneità di questo aspetto grazie alla nutrita presenza dei social dedicati alle arti grafiche.

Il Cinema, che mutua ai suoi albori le dinamiche commerciali legate al mondo teatrale (già con Tolouse Lautrec ad esempio si era visto un artista di chiara fama investire le proprie risorse nella produzione di manifesti per gli spettacoli del Moulin Rouge), da subito comprende che la comunicazione visuale affidata ai manifesti è fondamentale per la pubblicità delle grandi produzioni Hollywoodiane. 

Altri artisti si cimenteranno quindi nei manifesti commerciali dedicati alla settima arte. Se il trailer emozionava e creava aspettativa (ma lo si poteva vedere solo all’interno della sala cinematografica) la locandina rappresentava la certezza assoluta della presenza del film in sala e della partecipazione nella produzione della propria star o starlette del cuore. I vari formati poi assicuravano la copertura pubblicitaria nei punti strategici delle città.

Nel dopoguerra qualsiasi Cinematografo di provincia acquisiva autorevolezza nel momento in cui esponeva la locandina ufficiale del film. Locandina che alla fine della programmazione sarebbe diventava oggetto di culto per i ragazzini di diverse generazioni.

Ancora oggi nonostante l’avvento della televisione e dei nuovi media la pubblicità dell’ imminente uscita del film è affidata alla locandina ed in alcuni casi al merchandising (se si tratta solitamente di grandi produzioni con un target piuttosto giovane).

Grafica e lettering delle locandine hanno di fatto influenzato il mondo del design e della moda subendo al tempo stesso l’influenza dei tempi e del mood particolare che caratterizzava un determinato periodo.

Contagiando di fatto tutte le arti figurative in una commistione di rimandi semiotici le locandine sono passate indenni attraverso l’era dei DVD (pur sminuite magari nelle dimensioni del supporto) per essere oltretutto rivalutate in tempi recenti da grafici ed artisti di diversa estrazione.

Internet ha favorito grazie ai vari siti di database legati al cinema il proliferare dell’aspetto grafico: un aspetto che deve il suo successo ad una maggior disponibilità di risorse visuali è di fatto la reinterpretazione delle locandine da parte del pubblico più “creativo” della rete.

Esempi:

cinema-onda-anomala-poster-minimal-1

cinema-onda-anomala-poster-minimal-2

http://www.we-des.net/20-movie-poster-da-deviantart/

cinema-onda-anomala-poster-minimal-3

http://hertzen.deviantart.com/art/Terminator-2-film-poster-179162948

cinema-onda-anomala-poster-minimal-4

http://cargocollective.com/joecollins/The-Walking-Dead-Poster

Questo aspetto ha prodotto interessanti produzioni artistiche legate soprattutto ad un circuito underground di cultura popolare (ma non per questo meno stimolante) legata a fenomeni di culto come Star Wars, i film della Pixar o Dreamworks, il mondo dei fumetti della Marvel, o ai circuiti “indie” di produzioni minori.

Di seguito vediamo qualche esempio interessante legato ai diversi mood del momento (pixelated, street art, concettuale) e ai diversi stili utilizzati per la loro realizzazione.

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http://urbanpeek.com/2012/03/06/minimalist-posters-of-pixar-movies-by-wonchan-lee/

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http://geektyrant.com/news/2011/5/30/star-wars-pixel-posters.html

Un nostro piccolo omaggio ai fratelli Coen legato al concetto dell’oggetto simbolo del film e della sua riproducibilità in tre dimensioni con Cinema 4D…

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http://www.michelescarpellini.it/2012/07/coen-brothers-movie/the-big-lebowsky-mishac4d/

Untitled-7

Un link dove reperire una quantità enorme di manifesti minimal:

http://minimalmovieposters.tumblr.com/post/19076476393/barton-fink-by-joshuajack

 

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