Il Lifesharing: alcune considerazioni

Google Glass e Smart Shoes sono di certo due tra le tante novità che caratterizzano la società in questo nuovo inizio dell’anno, società la cui parola d’ordine è condivisione.

È proprio il lifesharing l’elemento fondamentale che si sta insediando sempre più nelle nostre vite, caratterizzato da un bisogno di esternare pensieri, emozioni; un bisogno di rendere consapevole il mondo intero della nostra esistenza e di tutto quello che facciamo, giorno dopo giorno.

Finalmente il sogno si è avverato!?

Grazie alle nuove tecnologie e al lifestyle odierno tutti possono emergere dalla propria cupola, dire addio all’ anonimato e diventare protagonisti di una vera e propria storia, raccontata da immagini, filmati e perché no, anche pensieri altrui rubati a caso.

Ma siamo proprio sicuri che questo nuovo mood ci renda tanto speciali?

Se da una parte infatti si aprono gli spiragli della fama e della notorietà, contemporaneamente si va sempre più incontro ad un’omologazione targetizzata da brand e consumi dalla quale è impossibile chiamarsi fuori.

Questa nuova società ci ha dato i mezzi necessari per renderci consapevoli delle nostre potenzialità; siamo noi l’elemento attivo che si informa su ciò che desidera, esprime il proprio punto di vista inerente a qualsiasi argomento ed esplicita le proprie esperienze di vita.

Ma tutto questo non ci rende in realtà schiavi di una rete sociale che ci spinge ad annullarci completamente al di là del mondo virtuale?

È vero che presentarsi ad uno sconosciuto tramite un profilo perfetto, attivo, con migliaia di amici o di followers presuppone la predisposizione ad essere realmente così, ma è anche vero che un libro non si può giudicare dalla copertina ma dai suoi contenuti, e che essere sociali non significa automaticamente essere socievoli.

Siamo arrivati ad una società attiva dal punto di vista mediatico e sociale grazie all’ affermazione di social network e alla divulgazione totale di informazioni trasparenti su larga scala, ma nonostante questo dobbiamo stare comunque molto attenti all’ influenza che questi strumenti hanno sulla nostra persona.

Nascono quindi spontanee le prime polemiche di fronte a queste novità, accusate di compromettere la privacy. Non a caso, ancor prima del loro lancio sul mercato, i Google Glass sono già stati vietati all’interno di un pub di Seattle, poiché visti come una “minaccia” per i clienti.

C’è chi approva a pieno consenso questi strumenti, chi ne è intimorito o chi li boccia senza conoscerne le potenzialità e le caratteristiche.

Personalmente mi sentirei a disagio venendo filmato tutti i giorni da gente sconosciuta o sentirmi dire da una scarpa che la domenica pomeriggio potrei farmi una bella corsa al posto di rilassarmi sul mio divano!

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