TEAL, la fine di un’attesa e l’inizio di un nuovo percorso

Il vento soffia fortissimo a Pimlico e io cammino verso il lavoro. Soffia in direzione opposta alla mia. Mi soffoca. Il rumore nelle orecchie è sempre più forte mentre cerco di tenermi stretti sciarpa e ombrello. Ma siamo alla fine e tutto è pronto: le fotografie sono appese, le pareti dipinte e le installazioni accese.

E’ il 13 Novembre e le stanze della mostra sono colme di gente. L’inaugurazione è carica di sorrisi, stupori e complimenti. Tutt’intorno i bambini si tuffano e nuotano.
TEAL si sviluppa in ascesa. All’entrata svetta sulla parete principale un wallpaper di tre metri che racchiude in se tutto il significato del progetto. Il suo nome è “Free Will” e si trova proprio ai piedi delle scale. Apre e chiude il percorso. Scattato in Beirut sulla Corniche che dà sul Mar Mediterraneo questo frangente di vita immortala due giovani in piedi su una struttura in metallo ricoperta di filo spinato a picco sul mare. Uno si lancia e l’altro è in procinto di farlo. Non gli importa degli ostacoli, lo fanno perché è quello che vogliono.

4-entrance

Ho già accennato alla situazione libanese, dei loro trascorsi e delle incertezze che hanno tuttora. Il secondo pezzo che accompagna il visitatore è la fotografia di una grande nave abbandonata. Immobile e arrugginita nel bel mezzo del mare … ricorda una nave da guerra. Nera. Ora non inquieta più nessuno. Logorata dalla salsedine e dalle onde che la trapassano è intitolata “ I like it here” e li deve restare.

6-boat  5-I Like it Here - 150 x 100 - 2009

Si passa nella prima stanza e tutto intorno ci sono bambini che dalle rocce si lanciano giocosi nel mare, vogliono solo divertirsi. Virili e innocenti sono accompagnati dalla purezza delle pareti bianche che circondano la stanza.

8-roomI - corniche  7-roomI

La seconda stanza è immersa nelle montagne del Libano e dal buio del bosco si scorgono acque verdi e suoni di cascate e grilli, mentre un giovane emerge dalle acque dopo un tuffo purificatore dall’alto di una cascata – “Emerge”. Si lava il viso con una mano e proprio nel momento in cui si copre gli occhi viene immortalato. Copre la vista, copre la realtà. Noi con lui, guardando attraverso il foro in una porta, veniamo trasportati in un’altra realtà – “Another Realm” – dove una cascata continua a sgorgare tra gli alberi.
Sicura e candida.

Terza stanza. Buia. L’unica fonte di luce sono le proiezioni del mare in tempesta in inverno che la inondano. Blu e schiuma bianca sono tutto ciò che si può vedere. Invadono il tuo spazio vitale fino a coprire il pavimento. Le Onde si ritirano e ti avvolgono.

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Al piano superiore una vasca. Un gruppo di bambini di ogni età si tuffa a pioggia, in diverse posizioni. Un insieme di giocosità e leggerezza. I loro riflessi si sfumano in diversi colori nell’aria – Playful Reflections.

Nel frattempo nell’altra stanza tre bambini sono sott’acqua in una grande piscina. Un trompe-l’oeil retroilluminato. Non sono spaventati. Stanno emergendo con serenità. I pollici all’insù di uno dei bambini rassicura il visitatore. Tutto andrà bene.
L’ultima stanza include le fotografie di due grandi chiaviche posizionate tra le altezze del Libano. Esse sono la fonte dell’acqua potabile di quella terra. Sono indispensabili per la sussistenza e la crescita. Senza di essa i giovani non avrebbero la possibilità di crescere … I “Cogs” portano acqua all’esibizione.

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Crescere significa continuare, migliorare, affrontare le paure e sconfiggere il passato. E’ il simbolo per antonomasia dell’albero – “Tree” – che chiude la mostra e la osserva dall’alto, in continua ascesa.

Visita il sito www.haniafarrell.com

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Di Stefano Bravo, visita il mio Blog.