Convegno GT: l’esperienza di VoxArt

Durante lo scorso week end ho avuto il piacere di partecipare, come rappresentante di Voxart, al IX Convegno GT, diventato negli ultimi anni un appuntamento di riferimento per il Search Marketing italiano.

Quando, ormai 2 mesi fa, mi decisi a cercare un evento che potesse consentirmi di migliorare le mie conoscenze su questo tema, trovai interessante il Convegno GT. L’avevo già sentito nominare in passato ed approfondendo meglio di cosa si trattava, mi convinsi che poteva essere ciò che cercavo.

Ora, dopo averlo vissuto, posso senza dubbio affermare che la partecipazione è stata molto utile e che tutti gli interventi in programma mi hanno portato a scoprire cose nuove o, quanto meno, a pormi delle domande più approfondite su quanto già conoscevo.

Voxart al Convegno GT, Milano

Il convegno si è articolato su speeches paralleli in tre differenti sale (ad eccezione di quelli ad inizio o fine giornata in sala plenaria) e suddivisi a seconda della loro natura tecnica o divulgativa. La forza di tutto ciò è stata la possibilità di costruirsi un programma personalizzato. Gli organizzatori hanno predisposto anche una serie di percorsi tematici, anche se in realtà io ho optato per una mia personale scaletta (che vi racconto in seguito) sapendo comunque che tutto ciò che non avrei potuto seguire live lo avrei potuto rivedere in seguito (con le registrazioni video e slides messe a disposizione sul sito ufficiale).

Il materiale raccolto e gli spunti offerti dai relatori durante le oltre 13 ore (nette) sono stati davvero tanti ed è ovviamente impossibile raccontare tutto in un breve articolo (considerando anche le 35 pagine di appunti raccolti in vecchio stile = a mano). In attesa di guardare il resto dei seminari e workshop e sfruttare appieno questa occasione, vi racconto quelle che ritengo le cose salienti viste dal vivo, intervento per intervento.

 

Lo stato del Search Marketing in Italia (2014)

Paolo Zanzottera

Infografica SEO Italia 2014

Le statistiche riportate durante l’intervento parlano chiaro; in alcuni frangenti addirittura si evidenzia molto nettamente l’attore dominante. Come rappresentato anche dall’infografica di Zanzottera (apri la versione ingrandita sul sito ufficiale) ci sono varie indicazioni per il futuro.

In Italia, come era lecito attendersi, Google domina, ma la percentuale è davvero clamorosa. Sommando tutti i servizi di ricerca (classica, immagini, news, maps) arriviamo al 96% del mercato, il resto delle briciole se le spartiscono Bing (2%), Yahoo (1%) ed altri (1%). La ricerca su Google, almeno per l’Italia, riveste in questo momento la veste di assioma.

Il modo di effettuare ricerche sta cambiando: a quanto pare la long tail pare meno significativa, visto che la maggior parte delle ricerche (40%) sono composte da soli 2 vocaboli; ciò è la chiara conseguenza dell’utilizzo del search da mobile, dove spesso la geolocalizzazione automatica consente all’utente di evitare di inserire query geografiche.

La sorpresa maggiore probabilmente arriva dal sorpasso del Social rispetto al Search, in fatto di sorgente del traffico (55% vs 45%), anche qui la causa è da ricercarsi all’imponente crescita della navigazione in mobilità (+65% rispetto al 2013) dove le quote per sistema operativo si frazionano così: Android (51%), iOS (45%) e Windows (4%).

Infine è da sottolineare la crescita inarrestabile di Google Chrome (+43% in un anno), che rappresenta da solo ormai quasi la metà (48%) degli accessi ad un sito, seguito da Safari (22%), IE (19%) e Firefox (11%).

 

Next stop: 2015

John Mueller

L’intervento di Mueller ha posto molta attenzione sulla navigazione mobile: gli utenti non sono mai contenti quando giungono su un sito problematico, per cui è molto facile che migrino verso il sito di un concorrente; ciò è ancora più vero con la recente introduzione da parte di Google, all’interno della sua SERP mobile, dell’etichetta “Mobile-friendly” accanto ai soli risultati che garantiscono la migliore fruizione a risoluzione ridotta.

Riguardo alle funzionalità inserite recentemente in Google Webmaster Tools (e negli altri strumenti di development in genere) è necessario prestare attenzione alla renderizzazione delle pagine a seguito del lavoro dei googlebot; perciò è buona norma offrire loro non solo HTML ma anche CSS e Javascript.

Infine Mueller ha confermato che in futuro il protocollo HTTPS diventerà un fattore di ranking; magari non decisivo, ma da tenere monitorato, visto che la direzione sembra essere quella di mostrare degli alert in corrispondenza delle pagine NON-HTTPS.

 

SEM: tra AdWords e SEO, dall’analisi della concorrenza allo sviluppo della tua strategia

Marco Quadrella

Nel workshop è stato dato ampio spazio alle modalità di raccolta delle keywords migliori per il nostro progetto: dagli strumenti da utilizzare a come scremare le parole rimuovendo la “spazzature” categorizzando invece quelle buone, sulle quali costruire poi la strategia dei nostri contenuti. Il consiglio principale è stato quello di catturare prima della concorrenza i potenziali utenti/clienti, cioè prima che questi arrivino a fare una ricerca di “desiderio” (con le idee già chiare); l’attacco deve necessariamente partire dalle ricerche di “considerazione”.

 

Google Tag Manager: smetti di leggere post che ne parlano e impara ad usarlo!

Marco Cilia

Marco Cilia - Google Tag Manager

Quello di Marco Cilia è stato uno degli interventi dal mio punto di vista più illuminanti, probabilmente grazie all’alta componente pratica ed alle innumerevoli possibilità offerte dell’uso di Google Tag Manager, lo strumento presentato nel workshop.

Grazie a GTM è possibile ridurre i tempi di manutenzione del codice (anche su più progetti), favorendo la collaborazione tra diversi team di lavoro ed aumentando in modo vertiginoso la possibilità di raccolta informazioni in Analytics, anche attraverso il transito di variabili ed eventi all’interno del Data Layer.

 

Come ti smonto Google: usare la ricerca per obiettivi SEO

Enrico Altavilla

Grazie ad una lunga serie di operatori di ricerca, di modifiche alla querystring e di esempi pratici, Altavilla ha mostrato come scremare i risultati della SERP per consentirci di monitorare l’andamento del nostro sito e rilevare alcune possibili problematiche.

L’analisi della cache delle pagine nell’indice di Google e la dimostrazione dei limiti di alcune sue ricerche, oltre alla presentazione delle modalità di scansione della pagine da parte di googlebot, hanno reso particolarmente utile l’intervento, senza dimenticare i preziosi consigli ricevuti dallo stesso relatore a fine workshop riguardo un caso problematico con cui ho a che fare in questo periodo.

 

App Store Optimization (ASO) e altri suggerimenti per emergere nel mare magnum delle App

Paolo Zanzottera

La prima giornata si è chiusa in modo leggero, con una serie di consigli su quelle che devono essere le pratiche da seguire (e gli errori da evitare) durante la submission di un’App su uno store.

Vista la quantità impressionante di App attualmente presenti (1,3 milioni su Apple Store e 1,4 milioni su Google Play) solitamente non basta che l’idea alla base sia buona o innovativa, ma deve essere posta attenzione a tutto ciò che ruota intorno all’App per fare in modo che essa risulti più visibile della concorrenza.

L’elenco della checklist, da compilare prima del lancio, non può quindi prescindere da:

  • una descrizione efficace, molto meglio se predisposta da un copy;
  • video e screenshot che non creino suspance ma che dicano tutto subito;
  • una corretta pianificazione del feedback da richiedere agli utenti (deve essere chiesto solo a quelli che realmente usano l’App, per massimizzare la possibilità di recensioni positive);
  • un’attenta analisi del nome, che deve essere breve, per evitare abbreviazioni sul dispositivo e soprattutto sugli elenchi dello store;
  • la creazione di micro-siti per veicolare i download al di fuori degli store;
  • studio e messa a disposizione di una assistenza clienti puntuale ed affidabile; all’utente deve sempre trasparire come dietro ad un’App ci sia un team di persone vere a cui fare riferimento, come chiaramente rappresentato anche dalla vignetta di Gud:

 

SEO per programmatori: le Best Practices da seguire

Andrea Pernici

Le Best Practices raccontate da Andrea Pernici sono state un ottimo momento di ripasso; anche se molte cose le conoscevo già è sempre utile un recap di questo genere per mettere in fila tutte le cose da fare, alle quali a volte non è dato il giusto peso. I consigli, rimarcati, su come usare (o meglio, non usare) i robots.txt sono stati interessanti, così come le casistiche particolari sull’utilizzo della canonicalizzazione delle pagine, anche su siti multilingue e contenuti paginati. Qui per lunghi tratti mi sono sentito a casa, circondato da codice familiare; una frase di Pernici mi ha colpito molto, vi riporto il tweet per VoxArt:

 

Automazione (SEO e non solo!): condividendo strumenti e idee per risparmiare tempo e denaro

Leonardo Gallina

Leonardo Gallina ha dato vita ad uno degli interventi più frizzanti di questa due giorni, stimolando la curiosità sull’automazione di ogni singolo task.

Loop domande e risposte

Automatizzare, secondo Gallina, significa porsi delle domande, darsi delle risposte e ricominciare con le domande, questo perché qualsiasi cosa può essere migliorata. La domanda di chi fa il nostro lavoro dovrebbe sempre essere “sto facendo questo compito nel modo migliore?” e la risposta quasi sempre dovrebbe essere “No, c’è un modo migliore per farlo”.

Quindi automatizzare porta a migliorare la qualità di ciò che si sta facendo, a ridurre il lavoro (= ridurre il tempo = ridurre il costo), a ridurre il panico dovuto alla mancanza di riadattamento a nuovi compiti/problemi e ad accrescere la soddisfazione del cliente.

Visto che il compito principale sui cui Gallina ha posto l’attenzione è stato la produzione di report per il cliente, la sua citazione degna di nota potrebbe è senza dubbio: “passate meno tempo a fare copia/incolla e più tempo ad analizzare i dati”.

 

Link Building/Earning in Italia: a che punto siamo? Come muoverci nel 2015?

Dario Ciracì

Lo speech di Ciracì ha presentato lo stato della link building in Italia, basandosi soprattutto sul sondaggio effettuato da Web in Fermento su un campione di 173 SEO e Web Marketer durante il 2014.

Dopo aver fatto un confronto tra i budget medi da destinare alla link building delle aziende italiane e americane (con cifre sinceramente non paragonabili) e tenuto conto che la maggioranza degli intervistati ritiene che anche per il futuro il link sarà ancora il miglior fattore di ranking, è stata fatta una classificazione delle tecniche più utilizzate, più efficaci e più pericolose.

Tecniche più utilizzate:

  • Guest post
  • Article marketing e comunicati stampa
  • Blog network
  • Infografiche e content promotional
Tecniche più efficaci:

  • Guest post
  • Blog network
  • Infografiche e content promotional
  • Article marketing e comunicati stampa
Tecniche meno efficaci:

  • Scambio link
  • Directory submission
  • Acquisto links
  • Article marketing e comunicati stampa
  • Comment marketing in forum e blog
Tecniche più pericolose:

  • Acquisto links
  • Scambio link
  • Directory submission
  • Article marketing e comunicati stampa

 

Dopo che Google ha cominciato a prendere di mira i blog network ed i siti che vendevano guest post durante il 2014 e dopo il via al flusso continuo degli aggiornamenti all’algoritmo Penguin, fermo restando che la link building deve basarsi in modo equilibrato su tutti gli strumenti disponibili, Ciracì indica queste strategie di link building come le migliori per il 2015:

  • Blog aziendale con adeguati piani editoriali;
  • Distribuzione di contenuti di utilità quali ebook, guide, report;
  • Coinvolgere dove possibile testimonial conosciuti;
  • Recensioni originali realizzate da blogger;
  • Realizzazione di contenuti dinamici visuali (infografiche, parallax, etc);
  • Opportunità di acquisizione di link vari (liste tematiche, fiere, concorsi);
  • Guest post, ma di qualità su pochi blog ma autorevoli.

 

Il signore dei linketti: il ritorno del Rank

Andrea Scarpetta

Già dall’introduzione, quando Andrea Scarpetta svela il nome del Rank (cioè Arankorn), abbiamo ben chiaro il mood di questo speech. L’esposizione è divertente, i temi ben affrontati e la domanda di fondo seria: “ora che il PageRank è stato dichiarato morto, quali sono gli indicatori che possiamo usare per avere un’indicazione rapida della qualità di un sito?”.

La risposta è ovviamente complessa e vengono confrontate le metriche utilizzate dai più diffusi siti di analisi (Moz, Majestic e Ahrefs) per aiutare nella link prospection (cioè valutare quanto è importante e autorevole un sito nel nostro settore), nella valutazione di domini (ad esempio per decidere se conviene acquistare un dominio scaduto) e nel recupero da penalità (quale dei link in ingresso mi ha causato problemi?). Il tutto viene dipanato con eleganza e simpatia e con la classificazione epica dei backlink negli schemi (non sempre chiarissimi) di Majestic: sassi, cacca, pizza e caviale.

 

Search Marketing in Russia: Strategie e Strumenti

Alessandro Cuomo e Giorgia Zambianchi

Nell’ultimo seminario dedicato al Search Marketing in Russia, i relatori Cuomo e Zambianchi mostrano in modo chiaro e dettagliato i primi step da mettere in atto per cominciare a farsi spazio nell’ecosistema Yandex, omologo russo di Google. Yandex, con il suo 62% di utilizzo tra gli utenti è il motore più utilizzato in Russia ed in tutte le nazioni dell’area ex-sovietica e si sta ritagliando buoni spazi anche in Turchia.

I suggerimenti proposti e le modalità di creazione di account per Yandex Webmaster Tool, Direct (il PPC di Yandex) e Metrica (l’Analytics) potranno essere senza dubbio di utilità, vista la diffusione dell’export italiano e la costante crescita del commercio online verso la Russia.