Lo strano caso del Calendario Pirelli femminista

Un cambio di direzione non indifferente, quello che affronta, con l’edizione 2016, il Calendario Pirelli. Stop alle algide e inarrivabili modelle nude, motivo trainante della sua fama e diffusione, per lasciare spazio a signore, conosciute e vestite, chiamate a rappresentare la categoria “donne di successo”. Si può quasi parlare di un’edizione femminista, realizzata dalla ritrattista delle star, Annie Leibovitz, che del calendario è una habituè, avendo già scattato per la più consuetudinaria edizione del 2000. La fotografa di fama internazionale ha definito questo ultimo lavoro come una “departure” un elemento di discontinuità su un percorso che, negli anni ha subito degli arresti, ma che mai aveva preso una curva così brusca.

Le modelle sono donne come la campionessa Serena Williams, Yoko Ono, la produttrice cinematografica statunitense Kathleen Kennedy, la più popolare attrice cinese e influencer, tra le più potenti al mondo secondo la rivista Forbes, Yao Chen, Mellody Hobson business woman a capo della Dreamworks animation, l’autrice americana Fran Lebowitz, la sacerdotessa del rock Patti Smith e l’artista iraniana Shirin Neshat. L’elenco completo delle protagoniste verrà presentato, con gli scatti ufficiali, il 30 novembre a Londra.

Il Calendario Pirelli è l’esempio per eccellenza di rapporto fecondo tra impresa e cultura. Sperimentando e innovando, l’iconico strumento di comunicazione ha da sempre anticipato tendenze, diventando materiale evocativo ed esclusivo. Assodato che abbia da tempo perso la sua funzione primaria (vedere i giorni/mesi) ha oggi un valore puramente estetico, peculiarità che lo rende un oggetto da collezione (la tiratura delle coppie, pur essendo aumentata negli anni, è limitatissima), che non ha ancora un vero e proprio competitor. The Cal è una lungimirante operazione di marketing ideata negli anni ’60 dall’allora pubblicitario Derek Forsyth che, trovandosi a disporre di un budget limitato, riuscì a dar vita ad un’idea. “…il calendario significava fuga dalla realtà, fatti, aggiornamenti, sole, vacanze: posti sconosciuti, ragazze che tutti avrebbero voluto conoscere, quel senso di piacere e di evasione che solo l’estate può dare…” tramite uno strumento che, nel suo essere un prodotto, non era così diverso dai consuetudinari gadget riportanti il logo aziendale.
Ecco allora un’azienda di pneumatici assumere un’aurea glamourous e sofisticata che le ha assicurato, in maniera prepotente, un posto di rilievo nella memoria collettiva.

A commento della nuova sfida intrapresa con le ultime protagoniste c’è già chi (uomini!) sostiene che anziché di donne di successo, si tratti di mogli di uomini di successo, riferendosi a Yoko Ono, Kathleen Kennedy e Mellody Hobson.
Lasciamoli parlare…