12 Ago 2026 Cosa osservare quest’estate se vuoi migliorare il tuo brand
Cosa troverai all'interno dell'articolo?
- Intro - Cosa osservare per migliorare il tuo brand
- L'hotel inizia molto prima della reception
- Il menù racconta molto più dei piatti
- Quei locali che finiscono in tutte le fotografie
- I souvenir insegnano più di quanto immagini
- Guarda dove si forma la fila
- Ascolta cosa dicono le persone
- Fatti una domanda in più
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L'estate è uno dei periodi migliori per studiare il branding. No, non serve portarsi sotto l'ombrellone un manuale di marketing o seguire un corso online mentre tutti fanno il bagno. Sono attività che, nel momento in cui dovremmo riposarci, probabilmente fanno più male che bene al nostro relax.
Basta fare una cosa molto più semplice e divertente: osservare e provare ad attivare qualche neurone assopito dal caldo.
Il punto è questo: ogni albergo, ristorante, stabilimento balneare, museo, negozio o rifugio di montagna racconta una storia. Alcuni lo fanno in modo impeccabile. Altri ci provano. Altri ancora riescono nell'impresa di farti desiderare di tornare a casa ancora prima del check-in. Probabilmente è un meccanismo di valutazione che molti di voi avranno fatto inconsciamente e senza pensarci avrete fatto una “classifica” mentale delle migliori gelaterie della zona, dei migliori pub, etc.
La differenza fra queste situazioni? Ecco, ovviamente non è quasi mai il logo. Mai sentito dire a nessuno “Andiamo a prendere il pane in quel posto perché ha un bel logo”. È qualcosa di cui si parla spesso ed è quello che chiameremo “brand.”
Se hai un'azienda, lavori nella comunicazione oppure semplicemente vuoi capire meglio come nasce la percezione di un marchio, quest'estate puoi fare un piccolo esercizio.
Diventa un osservatore: guarda ciò che normalmente daresti per scontato e prova a chiederti perché alcune esperienze ti rimangono impresse mentre altre spariscono dalla memoria dopo pochi minuti.
In fondo è proprio così che nascono molte delle intuizioni migliori. Non serve nemmeno fotografare, ci penserà il tuo occhio ad impressionare nella retina quello che ti servirà ricordare.
L'hotel inizia molto prima della reception
Pensa all'ultima struttura in cui hai soggiornato. Quando è iniziata davvero la tua esperienza? Quando hai aperto la porta della camera?
Oppure quando hai ricevuto la mail di benvenuto? Quando ti hanno chiamato per confermare la prenotazione? Quando il receptionist ti ha accolto chiamandoti per nome?
Un buon brand costruisce aspettative ancora prima che il cliente entri dalla porta.
Poi continua con piccoli dettagli che, presi singolarmente, sembrano insignificanti. Il profumo della hall. La playlist in sottofondo. La grafica della segnaletica. Il tono con cui il personale ti parla.
Nessuno di questi elementi, da solo, rende memorabile un hotel. Tutti insieme, invece, costruiscono un'identità.
Il menù racconta molto più dei piatti
Succede spesso. Due ristoranti propongono praticamente lo stesso piatto.
Uno costa 14 euro mentre l'altro 26: eppure il secondo è pieno. Non sempre la differenza è nella cucina (ma è un buon indizio). Magari è nel racconto, nell'atmosfera, nella cura del servizio, nella scelta delle fotografie, nella carta del menù o persino nel modo in cui viene presentato il piatto.
Le persone non acquistano solo ciò che mangiano: acquistano il significato che attribuiscono a quell'esperienza. Per questo il branding non è un esercizio estetico. È un modo per dare valore a ciò che fai.
Quei locali che finiscono in tutte le fotografie
Hai presente quei locali che sembrano comparire continuamente nelle storie di Instagram? Non necessariamente perché il panorama sia migliore. Spesso perché ogni dettaglio è stato progettato per essere fotografato.
Sono quei locali che hanno un’aura propria: una parete particolare, un'insegna originale, un impiattamento riconoscibile o l’arredo curato.
È un bel po’ che le persone condividono spontaneamente ciò che le colpisce. I social sono diventati questo: ogni fotografia pubblicata da un cliente diventa una forma di comunicazione gratuita. E spesso questi locali diventano location per shooting fotografici. Non succede per caso. È una conseguenza di un'identità costruita con attenzione.
I souvenir insegnano più di quanto immagini
Ogni località turistica ha almeno un negozio pieno di calamite da frigo, portachiavi giganti e magliette con scritte improbabili. Eppure, accanto a questi, trovi anche piccoli negozi dove ogni oggetto sembra avere una storia.
Materiali “sinceri” e packaging curati nei dettagli. Non necessariamente di lusso, ma veri e comunicativi.
Un racconto legato al territorio. Improvvisamente non stai più comprando una tazza smaltata fatta dall’artigiano del territorio. Stai portando a casa un ricordo; ed è qui che il prodotto lascia spazio al brand.
Guarda a quei souvenir e pensa alla tua prossima fiera. No, non dovrai per forza regalare le tazze in porcellana, ma trovare gadget per la fiera con la stessa forza comunicativa.
Guarda dove si forma la fila
Le code sono fenomeni affascinanti. Soprattutto per chi ne è al di fuori di solito. C'è chi aspetta quaranta minuti per un gelato. Chi prenota un ristorante con settimane di anticipo. Chi torna ogni estate nello stesso stabilimento.
Vale la pena chiedersi il motivo. Il prodotto sarà anche ottimo, ma difficilmente basta da solo.
Dietro quelle file ci sono reputazione, fiducia, passaparola, aspettative costruite nel tempo. In altre parole, c'è il famoso “brand” che ha mantenuto le promesse.
Pensate ai lidi balneari. Quanti di voi tornano ogni estate nello stesso stabilimento senza nemmeno prendere in considerazione l'idea di cambiare? Vi mancherebbe il bagnino con cui ormai scherzate da anni, le immancabili sdraio color pastafrolla, il bar dove prendete il gelato del pomeriggio e perfino quel vicino d'ombrellone che puntualmente ritrovate ogni agosto.
Ascolta cosa dicono le persone
Ora, c'è un dettaglio curioso sui cui soffermarsi un attimo. Un dettaglio che accomuna sia gli addetti ai lavori che chi non si occupa di comunicazione o marketing. Ma non è un dettaglio da poco.
Quasi nessuno dice: "Che bel branding." (Se dovessi sentirlo con le mie orecchie probabilmente mi salirebbe un tic nervoso all’occhio). Le persone infatti usano frasi molto più semplici: e quando siamo in vacanza vogliamo più o meno tutti la stessa cosa, anche se per il resto dell’anno alcuni hanno spacchettato prodotti al supermercato, altri hanno disegnato loghi ed altri ancora hanno cucinato in ristoranti stellati.
Le persone dicono: "Qui si sta davvero bene.", "In questo posto mi sono sentito come a casa.", "Ci tornerò!", "Lo consiglio.", "Sembrava tutto pensato nel minimo dettaglio.", etc etc.
Queste frasi raccontano esattamente ciò che un brand dovrebbe riuscire a ottenere. Quello che definiamo empatia e fidelizzazione del cliente; ciò che ti fa sorridere quando pensi alla tua vacanza ideale. Il branding funziona proprio quando nessuno si accorge che esiste. Te ne accorgi quando devi tornare a casa.
Fatti una domanda in più
Se davvero vuoi cominciare a ragionare sul tuo brand allora, ogni volta che qualcosa cattura la tua attenzione, prova a fermarti un istante. Nulla di complicato, fatti solo le domande giuste:
- Perché questo posto mi piace?
- Perché mi ricorderò questo negozio?
- Perché qui spenderei volentieri qualcosa in più?
- Perché questo locale mi mette a disagio?
Le risposte sono spesso molto più interessanti del luogo stesso. Allenare questo tipo di osservazione significa sviluppare uno sguardo strategico. È una competenza che può tornare utile tanto nella vita quotidiana quanto nella gestione della propria azienda.
In Voxart è un esercizio che facciamo continuamente (non solo in vacanza). Prima ancora di progettare un'identità visiva, un sito web o una campagna di comunicazione, osserviamo. Analizziamo il contesto, studiamo i comportamenti delle persone e cerchiamo di capire quali dettagli fanno davvero la differenza. Perché un brand efficace nasce molto prima della grafica.
Quest'estate concediti questo piccolo gioco. Goditi le vacanze, rilassati e stacca dal lavoro. Ma ogni tanto alza gli occhi dal telefono.
Potresti tornare a casa con qualche immagine in più, qualche souvenir in meno (belle le calamite da frigo eh?...) e magari un'idea decisamente migliore di cosa significhi costruire un brand.
E a Settembre, se avrai bisogno, possiamo sentirci e dopo aver parlato delle vacanze provare a vedere cosa possiamo fare per te.
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Michele Scarpellini
DIRETTORE CREATIVO