#RossiVsMarquez: tutti vittime del Personal Branding

La celebrità è un duro lavoro.

Dietro le luci della ribalta, mantenere vivo il successo alimentando il contatto con il pubblico non è affatto cosa semplice. Eppure, numerosissimi sono i casi in cui il legame costruito con la propria audience è così forte e solido da essere sostegno senza limiti alla celebrità stessa. Il Vale lo sa bene, che giornataccia domenica! Il giro sbagliato capita a tutti.

Ma entriamo nel dettaglio per capire meglio cosa è accaduto dopo il fattaccio con Marquez.

Valentino Rossi è oggi uno degli sportivi italiani con il più alto numero di follower e sostenitori che si estendono anche oltre i confini della madrepatria. Oggi tutti (anche chi non segue il motoGP) sanno che il 46 non è solo un numero, ma molto di più. Con gli anni, con l’aumento dei successi in gara, Valentino ha saputo rafforzare, definire e crescere il proprio brand personale. Il personal branding, per un “divo”, dove il gap con il pubblico è notevole, diviene il principale mezzo di comunicazione per costruire un rapporto one-to-one con i fan.

Ma come funziona? Trasportando la questione nella vita di tutti i giorni, il personal branding non è altro che un insieme di scelte, ed in particolare, le scelte che conducono al raggiungimento di un obiettivo. Sotto la luce dei riflettori, quando la visibilità ha posto le basi per la celebrità, ecco che arriva il momento di fare quelle scelte che sanciranno l’ascesa o il declino del personaggio stesso. Tutto parla di noi e del nostro essere ogni qualvolta facciamo una scelta, sempre.

Oltre al talento ed alla genuinità, Valentino ha, mano a mano, sempre più caratterizzato e definito il suo stile diventando l’icona per eccellenza del motociclismo contemporaneo a tal punto che lui è l’eroe e gli avversari sono i nemici da annientare. Il 46 è un marchio di garanzia, è un simbolo da rispettare perché legato ad una personalità forte e totalmente positiva. Certo per un divo, la componente umana gioca una grande importanza e Valentino ha sempre saputo tenerne conto dimostrando grande vicinanza e coinvolgimento dei tifosi e di tutto il suo fan club. Come sappiamo, lo sport è una tra le maggiori attività in grado di generare e facilitare lo sviluppo di una community grazie soprattutto alla forte componente emotiva e alla condivisione dei suoi valori fondamentali, validi in tutte le culture del mondo.

Dite la verità: nonostante, incollati alla tv, abbiate visto ogni fotogramma del presunto calcio a Marquez, avete dopo poco diradato la nebbia del dubbio, certi di un complotto contro il mitico 46. Dico bene? Io stessa che non seguo il motomondiale, lo ammetto, ho subito pensato: “quello non è Valentino”. Tutti abbiamo in testa la stessa immagine, lo stesso Valentino Rossi con il suo intero bagaglio di significati. Sentiamo che qualcosa stride. Gesto e personalità non combaciano e ne siamo più che mai certi. Siamo pronti a schierarci a difesa di quell’errore perché apparentemente incompatibile con il discorso della marca 46. Ecco perché tutto il web sostiene il Vale e lo incoraggia a partecipare all’ultimo decisivo tracciato, alla faccia di Marquez e compañeros. Ecco quindi che la community si anima e si coalizza nel sostegno della celebrità, un evento particolare che in casi simili non può mai essere dato per scontato.

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#RossiVsMarquez

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Niente è ancora deciso. La gara è tutta da scrivere e le carte in tavola possono stravolgersi ancora una volta. Forza Vale!